Il regolamento ESPR è in vigore dal luglio 2024 e il passaporto digitale è già nelle agende di chi produce, importa o vende beni nell’Unione europea. Se cerchi una guida alla digital product passport implementation, probabilmente hai un problema pratico: non sai da dove partire, quali dati raccogliere e con quali scadenze fare i conti.
La risposta breve è questa. Il DPP è un insieme di dati strutturati, accessibile tramite un identificativo univoco collegato a un supporto come il QR code, e verrà introdotto per categoria di prodotto con atti delegati distinti. I requisiti del digital product passport cambiano quindi a seconda del settore, ma il metodo di lavoro è comune: mappare i prodotti, individuare i dati di filiera, scegliere un sistema che li gestisca e collegarlo al registro europeo.
In questa guida vediamo le tappe del calendario, i dati richiesti, il ruolo del registro e i passi tecnici per essere pronti. Lo facciamo dal punto di vista di Sales, azienda B Corp che dal 1886 produce etichette autoadesive e packaging: sappiamo che etichette e imballaggi sono spesso il supporto fisico del passaporto, e che la tracciabilità si costruisce già in fase di progetto.
Cos’è il passaporto digitale di prodotto e a chi serve
Il passaporto digitale di prodotto (DPP) è lo strumento con cui il regolamento (UE) 2024/1781 vuole rendere visibile ciò che oggi resta chiuso nei documenti interni: materiali, sostanze, origine, riparabilità, riciclo. Chi cerca informazioni sul digital product passport ESPR trova spesso definizioni astratte. Qui ti diamo quella operativa.
Cosa contiene e come si consulta
Il DPP è un insieme di dati specifici di un prodotto, accessibile per via elettronica. Non è un PDF da allegare alla scheda tecnica. È un record strutturato, legato al prodotto da un identificativo univoco, che autorità, riciclatori e consumatori leggono con livelli di accesso diversi.
Per capire di che dati parliamo, pensa a una giacca. Il suo passaporto potrebbe riportare la composizione delle fibre, le sostanze preoccupanti presenti, l’impronta ambientale, le istruzioni di riparazione e le indicazioni per lo smaltimento. L’elenco esatto, però, non è uguale per tutti: lo stabilisce un atto delegato per ciascuna categoria di prodotto.
Il DPP non è un documento da archiviare: è un dato strutturato, legato a un singolo prodotto da un identificativo univoco.
Per l’accesso serve un supporto dati fisico o digitale, di solito un QR code, un codice a barre o un tag NFC. Lo stampi sul prodotto, sull’etichetta o sull’imballaggio. Ed è qui che il lavoro sulle etichette smette di essere una questione grafica e diventa una questione di conformità.
Chi deve occuparsene
Gli obblighi normativi sul passaporto digitale ricadono sugli operatori economici che immettono i prodotti sul mercato dell’UE, non solo su chi li fabbrica. Se il tuo marchio fa produrre in conto terzi, la responsabilità del passaporto resta comunque a te, perché sei tu a mettere il prodotto in commercio.
| Operatore | Ruolo rispetto al DPP |
|---|---|
| Fabbricante | Crea il passaporto, ne garantisce i dati e li mantiene aggiornati |
| Importatore | Verifica che il prodotto extra UE abbia il passaporto e che sia accessibile |
| Mandatario | Agisce per conto di un fabbricante stabilito fuori dall’UE |
| Distributore e rivenditore | Controlla che il supporto dati sia presente e leggibile prima di vendere |
Questo vale per quasi tutti i beni fisici. Restano fuori categorie come alimenti, mangimi e medicinali. Per sapere se i tuoi prodotti rientrano davvero e da quale data, passiamo al primo step.
Step 1. Verifica se e quando i tuoi prodotti sono coinvolti
Il primo passo di ogni digital product passport implementation è sapere se sei dentro il perimetro. Non servono tabelle di marcia generiche, serve un controllo prodotto per prodotto.
Il calendario per categoria
Il digital product passport timeline non ha una data unica. L’ESPR procede con atti delegati, uno per categoria, e il passaporto diventa obbligatorio non prima di 18 mesi dall’entrata in vigore dell’atto che lo riguarda. Il piano di lavoro della Commissione, adottato ad aprile 2025, indica le categorie prioritarie. Il registro europeo, invece, doveva essere operativo entro il 19 luglio 2026.
| Categoria | Situazione |
|---|---|
| Batterie (veicoli elettrici, industriali sopra 2 kWh) | Regolamento (UE) 2023/1542, passaporto dal 18 febbraio 2027 |
| Tessile e calzature | Prioritaria, atto delegato atteso |
| Arredo e materassi | Prioritaria, atto delegato atteso |
| Pneumatici | Prioritaria, atto delegato atteso |
| Acciaio e alluminio | Prioritaria, atto delegato atteso |
| Elettronica (smartphone, tablet) | Prioritaria, atto delegato atteso |
Il calendario lo scrive l’atto delegato della tua categoria: finché non è pubblicato, la data è una stima.
Come verificare i tuoi prodotti
Ordina la ricerca in modo che ogni risposta ti dica cosa fare dopo. Ti bastano quattro controlli:
- Elenca i codici doganali (NC) e le categorie di tutti i prodotti che immetti sul mercato UE.
- Confrontali con il piano di lavoro ESPR e con i regolamenti già in vigore, come quello sulle batterie.
- Segna il tuo ruolo per ciascun prodotto: fabbricante, importatore o distributore.
- Imposta un monitoraggio della Gazzetta ufficiale dell’UE per gli atti delegati che ti riguardano.
Fai poi attenzione ai requisiti del digital product passport negli atti pubblicati: dati, accessi e supporti cambiano da una categoria all’altra. Se oggi nessun tuo prodotto è in elenco, non fermarti. I componenti, come etichette e imballaggi, possono comunque finire nella documentazione dei clienti a monte e a valle.
Step 2. Raccogli e struttura i dati richiesti dal DPP
Questo è lo step in cui molte aziende scoprono quanto lavoro c’è davvero. Nella digital product passport implementation il collo di bottiglia raramente è la tecnologia. Sono i dati sparsi tra ufficio acquisti, qualità, produzione e fornitori.
Le famiglie di dati da mappare
Anche prima della pubblicazione degli atti delegati, l’ESPR indica le informazioni su cui lavorare. Parti da queste e poi affina l’elenco con l’atto della tua categoria, perché nel digital product passport ESPR il dettaglio cambia da settore a settore.

- Identificativi: prodotto, modello, lotto, operatore economico e stabilimento.
- Composizione: materiali, componenti, contenuto riciclato.
- Sostanze preoccupanti: presenza, concentrazione e posizione nel prodotto.
- Prestazioni: durabilità, riparabilità, impronta ambientale.
- Fine vita: istruzioni di riparazione, smontaggio e riciclo.
Come strutturarli
Un foglio Excel per ogni prodotto non basta. Servono dati in formato aperto e leggibile da macchine, con campi definiti e unità di misura coerenti. Assegna un responsabile a ogni famiglia di dati e chiedi ai fornitori dichiarazioni di composizione strutturate, non PDF scansionati.
Se un dato non è tracciabile fino al fornitore che lo ha dichiarato, non può entrare nel passaporto.
Per ogni campo decidi poi chi può vederlo: pubblico, autorità, filiera del riciclo. Le informazioni riservate, come le formulazioni coperte da segreto industriale, non vanno esposte in chiaro. Prevedi anche chi aggiorna cosa e con quale frequenza, perché un cambio di materiale o di fornitore modifica il passaporto.
Step 3. Scegli identificativi, supporto dati e hosting
Con i dati in ordine, la digital product passport implementation entra nella parte tecnica. Le scelte sono tre e vanno fatte insieme: come identifichi il prodotto, come lo colleghi al passaporto e dove vivono i dati.
Identificativi e livello di dettaglio
Ogni passaporto ha bisogno di un identificativo univoco del prodotto, più identificativi distinti per operatore economico e stabilimento. Usa standard aperti, come la struttura ISO/IEC 15459 o i GS1 Digital Link, così lo stesso codice funziona con sistemi diversi. Decidi subito anche il livello: modello, lotto o singolo articolo. Lo fisserà l’atto delegato, ma conviene progettare per il livello più fine.
Il supporto dati: QR code, Data Matrix o NFC
Il supporto collega l’oggetto fisico al passaporto. Deve essere leggibile con dispositivi comuni e presente per tutta la vita del prodotto, sull’etichetta, sull’imballaggio o nei documenti allegati.

| Supporto | Vantaggio | Limite |
|---|---|---|
| QR code | Lo legge qualsiasi smartphone, si stampa con l’etichetta | Richiede spazio e buon contrasto |
| Data Matrix | Compatto, adatto a superfici piccole | Meno familiare per il consumatore |
| NFC | Lettura rapida, tag nascosto | Costo del tag, non tutti i dispositivi lo leggono |
Per etichette e imballaggi, progetta il codice con la cura che dedichi a un marchio: dimensione minima, resistenza all’abrasione, test di lettura dopo la stampa e dopo l’uso. Un QR che sparisce al primo lavaggio rende inutile il passaporto.
Dove ospitare i dati
Puoi gestire il passaporto internamente o affidarti a un fornitore di servizi terzo. In entrambi i casi la responsabilità dei dati resta tua. Pretendi formati aperti e interoperabili, perché una piattaforma chiusa ti lega a un solo fornitore per anni.
Scegli l’hosting pensando all’uscita: se non puoi esportare i dati e cambiare fornitore, il passaporto non è tuo.
Chiedi inoltre una copia di backup presso un soggetto terzo indipendente, il controllo degli accessi per ruolo e lo storico delle versioni. Così il passaporto resta consultabile anche se il fornitore cessa l’attività.
Step 4. Registra il passaporto e mantienilo aggiornato
Il passaporto serve solo se qualcuno può trovarlo. Per questo l’ultimo passo della digital product passport implementation riguarda il registro europeo, gestito dalla Commissione, e il lavoro che continua dopo la prima pubblicazione.
Cosa carichi nel registro
Prima di immettere il prodotto sul mercato, devi caricare nel registro un nucleo minimo di informazioni. Non ci vanno tutti i dati del passaporto, che restano sul tuo sistema o su quello del fornitore scelto nello step precedente. Ti servono quattro elementi:
- l’identificativo univoco del prodotto;
- l’identificativo univoco dell’operatore economico;
- l’identificativo univoco dello stabilimento;
- il codice doganale (NC) del prodotto.
Dogane e autorità useranno il registro per verificare che a ogni prodotto corrisponda un passaporto. Controlla sul sito della Commissione europea se il registro è già attivo e come si accede. Le modalità tecniche dipendono dagli atti di esecuzione, quindi possono cambiare per categoria.
Il registro contiene i puntatori, non i dati: il contenuto del passaporto resta sotto la tua responsabilità.
Come tenerlo aggiornato
Un passaporto vale quanto l’ultimo dato inserito. Scrivi una procedura che indichi quali eventi fanno scattare un aggiornamento e chi lo approva. In genere sono questi:
- cambio di fornitore, materiale o stabilimento;
- modifica della formulazione o presenza di una nuova sostanza preoccupante;
- revisione delle istruzioni di riparazione o di riciclo;
- pubblicazione di un atto delegato o di una norma tecnica che cambia i campi richiesti.
Anche chi ripara, rigenera o ricicla il prodotto potrà dover aggiungere informazioni. Perciò prevedi permessi di scrittura distinti per ruolo e conserva lo storico di ogni versione, così puoi ricostruire cosa era dichiarato in una certa data.
Infine, programma un controllo periodico del supporto dati. Una volta all’anno scansiona un campione di etichette e imballaggi e verifica che il QR code porti ancora al passaporto giusto. Un link rotto o un dominio scaduto, a distanza di anni, è il modo più banale per risultare non conformi.

Da dove cominciare in pratica
La digital product passport implementation non richiede di aspettare tutti gli atti delegati. Parti da ciò che sai già: verifica quali prodotti rientrano e da quando, poi mappa i dati di filiera e assegna un responsabile a ogni famiglia di informazioni. Il resto, supporto dati, hosting e registro, si costruisce su queste basi.
Il primo passo concreto è piccolo. Prendi un solo prodotto e percorri i quattro step, dall’elenco dei codici NC fino al controllo del QR code. In poche settimane scoprirai dove mancano dati e fornitori, e quanto tempo ti serve davvero prima della scadenza della tua categoria.
Se il tuo passaporto passerà da etichette e imballaggi, parlane presto con un produttore di etichette autoadesive e di imballaggi. In Sales li progettiamo con la tracciabilità in mente: parla con il team di Sales e porta il tuo progetto di conformità sul supporto giusto.



