L’etichettatura prodotti non alimentari è l’insieme delle informazioni che la legge ti obbliga a riportare su prodotto, confezione o documenti allegati quando il bene arriva al consumatore. In Italia la regola di base è il Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005): denominazione del prodotto, dati del produttore o dell’importatore stabilito nell’UE, paese di origine se extra-UE, materiali o sostanze pericolose, istruzioni e avvertenze. Tutto in lingua italiana. Per molte categorie si aggiungono norme europee specifiche.
In questo articolo vedi perché queste regole contano, come costruire un’etichetta in regola passo dopo passo, cosa cambia con il regolamento europeo sulla sicurezza generale dei prodotti (GPSR) e quali obblighi hanno gli importatori. Alla fine sai cosa verificare prima di mandare un’etichetta in stampa.
SALES S.r.l. Società Benefit produce a Rivoli (Torino) etichette autoadesive, tra cui multipagina, pelabili e booklet. Il nodo ricorrente è lo spazio: le informazioni obbligatorie crescono e l’etichetta resta piccola. Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce un parere legale sul tuo prodotto.
Perché le regole sull’etichettatura dei prodotti non alimentari contano
Un’etichetta incompleta blocca la vendita e ti espone a sanzioni. In Italia è vietato commercializzare prodotti privi delle indicazioni obbligatorie previste dal Codice del Consumo, e il lettore che compra online o in negozio deve poterle leggere al momento dell’acquisto.
Sanzioni e controlli
La mancanza delle informazioni minime comporta una sanzione amministrativa da 516 a 25.823 euro. La misura dipende anche dal prezzo del prodotto e dal numero di unità poste in vendita. La vigilanza spetta alla polizia amministrativa, con il potere di accertamento degli organi di polizia giudiziaria. Con 1.000 pezzi in magazzino, un’etichetta da rifare pesa spesso più della sanzione stessa.
Un’etichetta non conforme non è un difetto estetico: è un prodotto che non puoi vendere.
Perché non esiste una regola unica
Il legislatore europeo non ha dettato una disciplina orizzontale per i prodotti non alimentari, come ha fatto per gli alimenti con il Regolamento UE 1169/2011. Il risultato è un sistema a strati. Il Codice del Consumo vale per i prodotti privi di norme dedicate, mentre cosmetici, tessili, giocattoli o prodotti chimici seguono regole proprie. Capire a quale strato appartiene il tuo prodotto è il primo passo, e il più spesso trascurato.
Come etichettare un prodotto non alimentare in regola
Per etichettare in regola devi procedere in tre mosse: individuare la norma di settore, inserire le informazioni minime del Codice del Consumo e curare lingua, leggibilità e posizione.

Passo 1: individua la norma di settore
Se il tuo prodotto ha una disciplina specifica, quella prevale sulle indicazioni generali per gli aspetti che già regola. Questi sono i casi più comuni:
| Categoria | Riferimento principale |
|---|---|
| Cosmetici | Regolamento (CE) 1223/2009 |
| Prodotti chimici e miscele pericolose | Regolamento (CE) 1272/2008 (CLP), con pittogrammi di pericolo |
| Tessili | Regolamento (UE) 1007/2011, composizione in fibre |
| Giocattoli | Direttiva 2009/48/CE, marcatura CE e avvertenze |
| Imballaggi | Obbligo di etichettatura ambientale dal 1° gennaio 2023 |
Per verificare il tuo caso puoi consultare le schede del Portale Etichettatura delle Camere di commercio o rivolgerti allo sportello della tua Camera di commercio.
Passo 2: inserisci le informazioni minime
L’articolo 6 del Codice del Consumo elenca cosa deve comparire quando non c’è una norma più specifica:
| Informazione | Cosa indicare |
|---|---|
| Denominazione | Legale o merceologica del prodotto |
| Produttore o importatore | Nome, ragione sociale o marchio e sede legale, con sede nell’UE |
| Origine | Paese di origine, se fuori dall’UE |
| Sostanze | Materiali o sostanze che possono danneggiare persone, cose o ambiente |
| Materiali e lavorazioni | Solo se determinanti per qualità o caratteristiche |
| Istruzioni | Precauzioni e destinazione d’uso, se utili a uso e sicurezza |
Le indicazioni devono esserci quando il prodotto è posto in vendita al consumatore, non per forza nelle fasi precedenti. Istruzioni e precauzioni possono stare anche in un documento illustrativo allegato, anche in formato digitale.
Il minimo di legge sono sei voci: se ne manca una, controlla prima se esiste una norma di settore che la sostituisce.
Passo 3: lingua, leggibilità e posizione
Le indicazioni obbligatorie vanno in lingua italiana. Puoi aggiungere altre lingue e usare termini stranieri di uso comune, ma l’italiano non può mancare. Il testo deve essere chiaro e leggibile, su etichetta, prodotto, confezione o foglio informativo.
Cosa cambia con il GPSR per l’etichettatura
Il Regolamento (UE) 2023/988 (GPSR) si applica dal 13 dicembre 2024 e rafforza i dati di tracciabilità e contatto su quasi tutti i prodotti di consumo non alimentari, comprese le vendite online.
Identificazione e contatti
Il prodotto deve portare un identificativo di tipo, lotto o numero di serie. Servono inoltre nome, denominazione commerciale o marchio e indirizzo postale ed elettronico del fabbricante e, se il prodotto è importato, dell’importatore. Se le dimensioni non lo consentono, i dati possono stare su confezione o documento di accompagnamento.
Avvertenze e vendita online
Avvertenze e informazioni di sicurezza devono essere in una lingua facilmente comprensibile dai consumatori, quindi in italiano per chi vende in Italia. Per i prodotti fabbricati fuori dall’UE deve esistere un operatore economico responsabile nell’Unione: fabbricante, importatore o rappresentante autorizzato. Gli stessi dati vanno mostrati nelle inserzioni online, insieme a un’immagine del prodotto.
Il GPSR sposta l’attenzione dal solo contenuto dell’etichetta alla rintracciabilità del singolo lotto.
Etichettatura dei prodotti non alimentari importati
Chi importa prodotti non alimentari da paesi extra-UE diventa responsabile dell’etichetta: deve garantire le indicazioni in italiano, riportare i propri dati e indicare il paese di origine.

Cosa deve verificare l’importatore
Questa lista copre i controlli minimi prima dell’immissione in commercio:
- nome, denominazione commerciale e indirizzi postale ed elettronico dell’importatore, sul prodotto, sulla confezione o in un documento allegato;
- paese di origine extra-UE indicato in modo leggibile;
- avvertenze, istruzioni e destinazione d’uso tradotte in italiano;
- identificativo di tipo, lotto o numero di serie;
- marcatura CE e dichiarazione di conformità, quando la categoria li richiede.
Un’etichetta del solo fornitore estero, in inglese o in cinese, non basta.
Un esempio di etichetta per un prodotto importato
Prendi un set di attrezzi da giardino in plastica prodotto fuori dall’UE. Le informazioni, in italiano, potrebbero essere queste:
Set attrezzi da giardino, 3 pezzi
Importato da: Azienda Esempio S.r.l., via Roma 1, 10100 Torino
info@aziendaesempio.it
Paese di origine: Cina
Lotto: L2610-045
Attenzione: non adatto a bambini sotto i 14 anni.
Se indichi "Made in Italy" senza che ne ricorrano i requisiti, rischi di violare le norme sull’indicazione fallace dell’origine, previste dalla legge 350/2003.
Con un prodotto importato, l’importatore risponde dell’etichetta come se fosse il fabbricante.
Errori frequenti e come far stare tutte le informazioni
Gli errori più comuni sono la lingua sbagliata, i dati dell’operatore responsabile mancanti e uno spazio insufficiente per avvertenze e istruzioni. Il terzo si risolve in fase di progetto, scegliendo il formato di etichetta giusto.
Gli errori che si ripetono
Controlla questi punti prima della stampa: testo solo in lingua straniera, origine omessa su un prodotto extra-UE, indirizzo email del responsabile assente, caratteri troppo piccoli, lotto mancante. Ricontrolla anche i dati dopo ogni cambio di fornitore o di importatore. Un errore su una tiratura intera costa molto più di una verifica prima della stampa.
Quando l’etichetta non basta
Se avvertenze, istruzioni e più lingue non entrano in un’etichetta piana, hai due strade. Le etichette booklet integrano un libretto multipagina nell’adesivo, con facciate definite in base a contenuti, formato e applicazione. Le etichette pelabili hanno uno strato superiore che si solleva, lasciando in ordine la grafica esterna. Le istruzioni possono anche andare in un documento allegato, come ammette il Codice del Consumo.
Se il testo obbligatorio non entra, cambia formato di etichetta prima di ridurre i caratteri.

Prima di stampare, controlla queste tre cose
L’etichettatura dei prodotti non alimentari si costruisce a strati. Prima verifichi se esiste una norma di settore, poi inserisci le informazioni minime del Codice del Consumo, infine aggiungi i dati di tracciabilità richiesti dal GPSR. Se importi, i tuoi dati e la lingua italiana sono obbligatori. Controlla sempre il tuo caso con la Camera di commercio o con un consulente.
Quando il testo da inserire cresce, il formato dell’etichetta diventa una scelta tecnica. Se hai in progetto avvertenze, istruzioni o più lingue su una confezione, descrivi il lavoro al team tecnico e richiedi un preventivo per etichette multipagina, pelabili e booklet.



